Sab. Ott 1st, 2022

Ci aveva promesso una contro informazione alla nostra Informazione Indipendente ma Alessandro Vescovini, dopo le ultime figuracce social con il nostro blog e il nostro Genny Manzo, ci va cauto e nel messaggio audio inviato ai propri lavoratori – gli stessi che dovrebbe incrociare tutti i giorni in fabbrica a Monfalcone -, non usa mai il dato certo ma riempie il suo pensiero di condizionali: gli stessi “Dovremmo, potremmo…” che non hanno portato ancora a nulla di buono per gli ultimi venti lavoratori della ex Meb (dalla prima possibilità di ritorno in Campania ed a Torre Annunziata quasi un anno fa ad oggi che sono più di venti quelli che hanno deciso di abbandonare l’avventura diventata sventura con Vescovini.

 

Tutto o quasi è un’incognita ancora inesplorata per il patron della SBE Varvit: dal materiale ancora mancante per costruire la fabbrica in Campania ai permessi nelle mani del comune di Acerra ma soprattutto nelle mani del Ministero della Transizione Ecologica, che sarà chiamato a certificare o meno sulla tossicità e la presenza di materiali molto pericolosi in quell’area nell’ex Montefibre ad Acerra dove ci sono tanti casi di morti per l’esposizione all’amianto. E poi c’è la richiesta – ancora inevasa, addirittura scacciata da Vescovini -, di tenere conto del vincolo dell’area e la clausola sociale firmata durante il governo regionale Caldoro-Nappi in favore degli ex lavoratori dell’ex polo siderurgico agguerriti più che mai… ‘E chest’è! 

Commenta con il tuo profilo Facebook ebook

Di desk

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.