GIUSTIZIA PER MARIO…. Sono passati due mesi da quando non ci sei. Sembra essere passata un’eternità e le giornate passano più lunghe che mai, altri giorni invece sembra sia successo ieri, certamente il dolore rimane lo stesso.
Due mesi infernali che come so andranno ad aumentare col tempo che nonostante tutto passa.
Oggi è domenica, avremmo potuto portare i bambini al mare o a giocare ad un parco giochi, avremmo potuto fare fotografie mentre prendevi in braccio la tua Lidia mentre scendeva da uno scivolo visto che le piace tanto. Avremmo potuto fare molte foto per racchiudere per sempre quei bei momenti…già, avremmo potuto.
Questo mi e ci è stato negato e strappato dal male che c’è nel mondo e gli artefici di questo male sembrano ancora non comprenderlo e sottovalutarlo. So che il nostro amato Mario non potrà più tornare qui da noi, ma fino alla fine voglio fare giustizia e non voglio che mi sia negata.
Due mesi è un tempo ancora troppo corto per accettare e realizzare questa tragedia, tutto sa ancora di lui e ancora non sembra vero. Aveva ancora tanto da dare, soprattutto amore.
Dentro di me inevitabilmente c’è rabbia e anche molta, forse usata anche un po’ come scudo per pensare ad altro che non sia la sua assenza che lascia un suono assordante nella mia testa e nei miei pensieri.
Ho condiviso gran parte della mia vita con lui e avrei voluto che lo stesso accadesse ai nostri figli, avere la fortuna di essere cresciuti da un padre esemplare che voleva solo la loro incondizionata felicità.
Adesso tutti noi sorridiamo alla vista di una delicata farfalla bianca, una piccola coccinella perché ci piace pensare che quello sia un tuo messaggio che vuole ricordarci della tua costante presenza. Sei in tutte le cose positive che ci sono capitate e capiteranno, sei in tutti i sorrisi dei tuoi figli e dei tuoi parenti, sei in un sole che nasce e in uno che tramonta.
Sento male al cuore quando i bambini piccoli girano per casa cercandoti o prendendo le tue cose e chiedendo di te, o quando ho sentito che i più grandi dal nulla hanno detto “Sai, non ricordo più la voce di papà”… è un dolore che non si può spiegare e comprendere.






Ci manchi. Ci manca la tua complicità e la tua voglia di vivere, ci manca la tua generosità, ci mancano i tuoi abbracci e sei un pensiero costante.
Ti ameremo e ti penseremo fino alla fine, e non ci daremo pace fino a quando non avremo ricevuto la giustizia che meriti.
Per sempre al tuo fianco e per sempre nei nostri cuori, ti vogliamo bene Mario.

Arianna Celoro vedova Zingone






Di desk

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