Un plauso ai Carabinieri per aver scoperto rifiuti tra le macerie dell’Avis

L’ennesimo atto ignobile perpretato ai danni dei cittadini del Rione Cmi, che già hanno subito danni irreversibili per oltre cinquant’anni. Prima l’amianto, poi aspiratori posizionati di fronte alle palazzine dell’isolato 1, poi vasche a pochi metri da una scuola materna, poi amianto interrato e ora rifiuti, non si sa ancora di quale natura, tra le macerie di un’industria che ha pesato, e lo continua a fare, sulla salute, sulla vita, sulle esistenze di intere generazioni tarpando le ali e il futuro. Ho iniziato lì, su quelle lotte, i miei passi in politica. Ricordo le prime assemblee quando anche gli stessi operai, per paura di perdere il lavoro, sottovalutano il fenomeno.






Sul tavolo una pistola e una scelta: lavoro o salute? Poi i primi morti, non solo gli operai, ma le mogli che lavorano gli indumenti di lavoro, poi casi atipici di asbestosi, e poi e poi… Fino ad arrivare ai giorni nostri dove l’Avis continua a mietere vittime. Bisogna fare presto. Bisogna bonificare e progettare il futuro che passa da queste parti e non può essere cemento e abitazioni. Di qui passa il futuro che si costruisce oggi.






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Di desk

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