È una di quelle che prese per buonissime tutte le fandonie e le falsità raccontate dal prenditore, Alessandro Vescovini, quando si trattò di spedire a Monfalcone in una freddissima notte di metà febbraio 55 lavoratori ex Meb e poi lavarsene abbondantemente le mani insieme alla sua sottosegretaria al ministero del lavoro, Alessandra Todde. E proprio pochi giorni fa, dopo aver visto prima e seconda parte al fianco di un rappresentante sindacale di una sigla autonoma, che le seppe solo raccontare un altro cumulo di fandonie e falsità:  da pazienti e buon profeti abbiamo atteso la terza parte; bella e da vedere, che ha portato alla contestazione della acerba cinque stelle dagli ex Sbe Sud, in una riunione organizzata per accogliere tutte le denunce alla presenza del rappresentante provinciale della Fiom-Cgil, Antonio Santorelli,

 

 






 

 

mentre continua al Nord l’emorragia di dimissioni volontarie alla Sbe Sud, con Vescovini: ultimissimo regalo di Natale, che non intenderà riconoscere agli ex operai quanto promesso sulle cinque mensilità di buona uscita ma sarà riconosciuto dall’azienda solo il Tfr, come da CCNL metalmeccanico. ‘E chest’è! 

 

 






Di desk

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