Ci sarebbe un filo conduttore tra le elezioni nel comune di Gragnano il 3 e 4 ottobre 2021 e di Castellammare nel 2018, una sorta di riproposizione di quello che successe quando fu il candidato del centro destra a spuntarla al ballottaggio per una manciata di voti sul candidato, Andrea Di Martino, e diventare sindaco di Castellammare di Stabia. Proprio nei mesi successivi a quelle elezioni molto chiacchierate, la DDA di Napoli, del sostituto procuratore, Giuseppe Cimmarotta (anche grazie a diverse denunce ndr.), fece partire uno dei tanti filoni d’inchiesta che, attraverso migliaia e migliaia di pagine di intercettazioni telefoniche ed ambientali del Nucleo Operativo Carabinieri di Torre Annunziata, svelò i rapporti criminali e gli intrecci tra la politica, gli imprenditori a strozzo del clan D’Alessandro, la malavita in generale, e i colletti bianchi all’ombra della Cassarmonica.






 

 

Un mondo di mezzo molto torbido, anni ed anni di infiltrazioni a palazzo Farnese, che hanno portato la commissione d’accesso nella ex Città delle Acque ed entro la fine del mese di novembre sarà chiamata a relazionare (attraverso tre commissari insediati da mesi e mesi nella stanza del vice sindaco di Castellammare di Stabia ndr.) al prefetto Valentini e alla ministra Lamorgese per dichiararne addirittura lo scioglimento per camorra.

Ed in quelle intercettazioni, dicevamo filo conduttore da Gragnano fino a Castellammare di Stabia: comparve il nome e il cognome di un politico molto noto nella città della Pasta, nell’allora Forza Italia di Giggino ‘a purpetta: uno dei testimonial politici scelti dal clan di Scanzano per spostare (come già ricostruito dagli inquirenti ndr.) circa duemila voti a destra.

Oggi, quell’uomo, è il presentatore della lista civica a Gragnano del presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, in coalizione con il candidato non più da Giggino Cesaro (perché impegnato a fronteggiare un ordine di arresto pendente in Parlamento ndr.) ma dal figlio Armando: sicuramente estraneo e all’oscuro (come Toti e il candidato sindaco di Gragnano, Nello D’Auria ndr.) di tutto quello che abbiamo appena raccontato.

E per il momento: ‘E chest’é! 

(1. Continua)






Di desk

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