Ognuno resta saldamente sulle proprie posizioni nella riunione telematica di oggi voluta dal prefetto di Napoli, Marco Valentini, mentre Fincantieri chiarisce definitivamente sul futuro e sul declassamento del cantiere navale di Castellammare di Stabia, già iniziato  anni fa e che, purtroppo, continuerà a far produrre agli operai stabiesi per i prossimi anni tronconi di navi e non vedrà mai nascere quel bacino di costruzione gridato dieci anni fa.

 

 






 

 

Intanto Regione Campania e Comune di Castellammare di Stabia continuano a fare la parte  dei pesci in barile: esprimendo pubblicamente solidarietà e vicinanza alle maestranze ma nei fatti sono prontissime ad unirsi in matrimonio per lo sviluppo crocieristico in quella parte di di città e porto, dove potrebbe nascere la nuova stazione marittima e il prolungamento del waterfront e della villa comunale dal lungomare Garibaldi fino a via Caio Duilio, sfruttando le vagonate di milioni di euro che potrebbero arrivare dalla comunità europea. Da oggi Castellammare di Stabia non è più Fincantieri. ‘E chest’è! 

 

 






Di desk

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