(di Genny Manzo) Anche in questo l’alunno Cimmino non riuscì mai a superare il maestro Vozza. Gaetano Cimmino è impaurito, ha sicuramente le mani pulite in questa vicenda ma continua a tenerle in tasca, e tutto questo non fa che rinfocolare la polemica politica, che lo riporta a pochi metri dal commissariamento per infiltrazioni camorristiche a palazzo Farnese e direttamente nella sua amministrazione del fare. Ma cosa fece Salvatore Vozza quando tocco’ proprio a lui e la sua amministrazione essere messi sotto indagine per l’omicidio Tommasino?

 


 

Richiese lui stesso la commissione d’accesso, spalancò metaforicamente tutte le porte possibili di palazzo Farnese e non per farsi analizzare ancora meglio dai detective inviati dal ministero, ai quali fornì delucidazioni e faldoni di denunce sue personali nei confronti della camorra stabiese. Ne uscì un grandissimo buco nell’acqua contro l’amministrazione Vozza.

 





 


Tutto questo Cimmino non lo sta facendo e non sembra intenzionato a farlo. Continua la sua battaglia da bimbominkia e leone da tastiera sui social quando ci sarebbe da andare in procura o alla DDA, denunciare o farsi audire da Giuseppe Cimmarotta, per vuotare il cassone un po’ come fecero Antonio Pannullo e Andrea Di Martino. Perché Cimmino, continua a rimanere in
erme su tutto quello che sta uscendo fuori? Perché non parli, Cimmino? Ah, saperlo!

 

 













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Di desk

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