È bastato l’intervento e il grido contro il sindaco Cimmino (“Lei non è un uomo libero” ndr.) del neo consigliere comunale, Michele Starace, per assistere in consiglio comunale questa mattina a un vero e proprio bombardamento delle opposizioni contro l’amministrazione Cimmino.

E in sequenza dopo le bombe del cavaluccio rosso Starace sono state sganciate quelle dei consiglieri comunali Di Martino, Scala e Nappi a completare il racconto di anni di oscurità (all’attenzione per un altro mese della commissione d’accesso ancora al lavoro al comune di Castellammare di Stabia ndr.) dove a governare quello stesso comune – secondo la bomba sganciata dal consigliere comunale Di Martino di Italia Viva -, ci sarebbe stato il boss della famiglia D’Alessandro, Sergio Mosca.

 

I consiglieri comunali di maggioranza, pochini per la verità, attraverso interventi abilmente preparati insieme con la comunicazione di Cimmino, hanno provato a ribattere ma hanno saputo riproporre solo il solito libro dei sogni (tanto caro al consigliere comunale, Tonino Scala, ndr.) e di quelle cose fatte che, secondo il consigliere Nappi, rappresenterebbe solo la normalità e l’azione quotidiana di un’amministrazione comunale (come l’asfaltatura delle strade riproposta dai venditori di fumo di Cimmino ad esempio ndr.).

 

 






 

 

Un’amministrazione comunale in difficoltà e un sindaco imbarazzato, smemorato, ridotto a chiedere scusa alla consigliera comunale, Enza Maresca, barbaramente attaccata nei mesi scorsi sui social dai propri barboncini che da irriverenti sono diventati incontinenti, e la fanno oramai dappertutto e non solo fuori dal vaso. ‘E chest’è! 

 

 






Di desk

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