Non sono contrario al Pum. Alla filosofia che c’è dietro: disincentivare l’uso delle auto per rendere la città vivibile e a misura d’uomo, non di auto.

Sono contro alle approssimazioni. Credo che prima di arrivare allo stravolgimento totale si doveva, e si debba, fare una politica dei piccoli passi. Il progetto è vecchio, nasce con Polito, passa per Vozza, prosegue ancora e arriva a Cimmino. Avevo già tentato dal mese di giugno, dall’installazione del cartello di divieto su via Napoli, alla petizione di agosto per le nuove circolari di autobus, dalla Conferenza dei capigruppo di Giugno a dire: facciamo scelte oculate, non affrettate, con i giusti passaggi. Doveva passare, come da accordo, per il Consiglio Comunale, luogo dove è possibile apportare le modifiche necessarie, sentendo anche le parti: commercianti, associazioni di categoria, etc etc. Si chiama concertazione, che non significa sentire un’associazione e dire di aver concertato. Si tratta di una vicenda più complessa. Questo vale per il Pum, per il Dos e potrei continuare all’infinito. Manca nella cultura amministrativa di questa maggioranza l’idea di concertazione, unico strumento vero che spetta a chi vince le elezioni per fare bene le cose, per fare in modo serio, le cose!

Intanto, come opposizione chiederemo la convocazione del Consiglio, ma se non cambia questo modo di fare il caos continuerà a regnare.

XConcertazione o caos

Sul Pum e su ciò che ruota intorno alla città

Non sono contrario al Pum. Alla filosofia che c’è dietro: disincentivare l’uso delle auto per rendere la città vivibile e a misura d’uomo, non di auto.

Sono contro alle approssimazioni. Credo che prima di arrivare allo stravolgimento totale si doveva, e si debba, fare una politica dei piccoli passi. Il progetto è vecchio, nasce con Polito, passa per Vozza, prosegue ancora e arriva a Cimmino. Avevo già tentato dal mese di giugno, dall’installazione del cartello di divieto su via Napoli, alla petizione di agosto per le nuove circolari di autobus, dalla Conferenza dei capigruppo di Giugno a dire: facciamo scelte oculate, non affrettate, con i giusti passaggi. Doveva passare, come da accordo, per il Consiglio Comunale, luogo dove è possibile apportare le modifiche necessarie, sentendo anche le parti: commercianti, associazioni di categoria, etc etc. Si chiama concertazione, che non significa sentire un’associazione e dire di aver concertato. Si tratta di una vicenda più complessa. Questo vale per il Pum, per il Dos e potrei continuare all’infinito. Manca nella cultura amministrativa di questa maggioranza l’idea di concertazione, unico strumento vero che spetta a chi vince le elezioni per fare bene le cose, per fare in modo serio, le cose! Intanto, come opposizione chiederemo la convocazione del Consiglio, ma se non cambia questo modo di fare il caos continua a regnare.

Comunicato Stampa: Tonino Scala




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Di desk

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